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TuGoal | Calcio


 
Calcio

Il calcio è uno sport classificabile, dal punto di vista dell’intervento dei sistemi di produzione di energia del nostro organismo, come misto aerobico-anaerobico alternato.

Sport Aerobico-Anaerobico

E’ altresì definibile come sport di squadra, di situazione od “open skill” secondo la terminologia anglosassone.

I 22 giocatori, 11 per squadra, si fronteggiano su un terreno di gioco di superficie variabile fra un minimo di 6.000 ed un massimo di 10.800 metri quadrati, disputando 2 tempi di 45 minuti ed in alcune competizioni, se necessario, altri 2 tempi supplementari di 15 minuti.

Sofisticati sistemi di analisi con specifici software hanno registrato numerose volte gli spostamenti in campo e le azioni dei calciatori impegnati nei migliori campionati nazionali e nei tornei internazionali; un numero minore di studi ha riguardato la “match analysis” delle categorie inferiori e dei campionati giovanili.

Un calciatore in partita copre mediamente una distanza di 10-12 km (con differenze nei vari ruoli e maggior chilometraggio nei centrocampisti), una metà dei quali camminando o correndo a bassa velocità. La fasi di corsa vera e propria sono state spesso distinte in funzione della velocità media di percorrenza, definendo “scatti” o “sprint” le traslocazioni superiori ai 24-25 km/h. Queste fasi di massima velocità coprono, in media, una distanza complessiva di 600-700 metri anche se raramente un singolo scatto supera i 20 m di lunghezza.

La corsa del calciatore non è quasi mai lineare, ma prevede continue variazioni di velocità e di direzione. Le frequenti (centinaia) accelerazioni e decelerazioni ed i tratti di corsa non rettilinei determinano un maggior impegno muscolare ed un maggior dispendio energetico rispetto alla corsa continua ed omogenea (ad esempio di un mezzofondista dell’atletica leggera).

I gesti tecnici come dribbling, tiro, contrasto, colpo di testa rappresentano espressioni di forza esplosiva e di potenza che, ripetuti frequentemente nell’arco della gara, incrementano considerevolmente la spesa energetica complessiva.

Possiamo, in estrema sintesi, ritenere dal punto di vista metabolico, che le azioni ed i gesti più importanti siano supportati dal sistema anaerobico alattacido, che il sistema aerobico possa garantire lo svolgimento delle fasi a media e bassa intensità e che il sistema anaerobico lattacido venga attivato, in modo importante, quando i recuperi fra le fasi alattacide sono molto brevi o venga richiesta, per periodi prolungati, un’elevata intensità (esempio pressing).

 
 
Dispendio Energetico

La media della frequenza cardiaca in partita, in giocatori di elite, è quasi sempre superiore all’80% della frequenza cardiaca massima; ovviamente il valore medio origina da una miscela di fasi con scarso impegno cronotropo (interruzioni di gioco, lontananza dall’azione, ecc...), ad altre nelle quali si raggiungono frequenze massimali od altamente sub massimali. La media della frequenza cardiaca è maggiore nel primo tempo rispetto al secondo. I valori di lattato ematico rilevati a fine partita oscillano, a seconda degli studi, fra i 4 e gli 8 mmoli/l e seguono l’andamento della frequenza cardiaca, risultando leggermente più elevati a fine primo tempo. Nella seconda frazione di gioco la match analysis associa ad un apparente minor carico interno, un minor carico esterno: minor numero di scatti e di fasi ad alta intensità.

Il dispendio energetico medio di una partita di calcio di serie A è stato stimato, sulla base della media della frequenza cardiaca, attorno al 70% del VO2 max, ovvero, considerando un giocatore di 75 kg di peso con un VO2 max di 60 ml O2/kg x min, circa 1.400 kcal; rilevazioni con calorimetri da “campo” con riscontri attorno agli 11 MET confermano la stima precedentemente indicata.

Al di là della spesa energetica, della distanza percorsa e del numero di sprint compiuti, il “carico” complessivo di una partita risulta molto elevato. La prova di questo si ha nelle squadre di elite dove, nonostante il contributo dei migliori preparatori atletici, permane la difficoltà di riuscire a mantenere ritmi elevati disputando 3 match nel corso di 8 giorni. Probabilmente la forte componente eccentrica di molte fasi di gioco (frenate, cambi di direzione, ricadute da salti, ecc...) determina un impegno muscolare talmente consistente da essere smaltito a fatica in 72 ore (3 giorni).

 
 
Condizionamento Fisico Ottimale

L’importanza di un condizionamento fisico ottimale, nel calcio, difficilmente ottenibile se non si associa all’allenamento, all’adeguato recupero ed alla nutrizione appropriata, può essere evidenziata dalle seguenti considerazioni:

• I calciatori delle categorie più importanti presentano nei test fisici di forza, velocità e resistenza, valori mediamente superiori a quelli delle categorie inferiori

• I calciatori delle categorie più importanti mostrano valori di altezza, peso, BMI e massa muscolare mediamente superiori a quelli delle categorie inferiori

• I calciatori delle categorie più importanti mantengono ritmi più elevati di gioco, effettuano un maggior numero di scatti e di tratti di corsa ad alta intensità, rispetto ai quelli delle categorie inferiori

• Il calo “fisico” del secondo tempo, impossibile da eliminare del tutto (perché se sono più preparato in condizione di “freschezza” nel primo tempo riuscirò a dare sempre qualcosa in più) è minore nei calciatori delle categorie più importanti

• Il calciatore con un buon condizionamento contrasta meglio la fatica, riuscendo a mantenersi “lucido” ed in grado di mostrare le proprie doti tecniche, per tutta la durata dell’incontro

• Il calciatore con un buon condizionamento contrasta meglio la fatica, riuscendo a mantenersi “lucido” ed in grado di mostrare le proprie doti tattiche, per tutta la durata dell’incontro

• Il calciatore con un buon condizionamento contrasta meglio la fatica, riuscendo a mantenersi “lucido” ed in grado di fronteggiare al meglio, per tutta la durata dell’incontro, il rischio di infortuni.

 
 
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