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| I consigli dei Medici dello Sport |
Non esiste alcun integratore alimentare in grado di "potenziare" le capacità di prestazione sportiva, ma è necessario alimentarsi adeguatamente (e quindi ricorrere ad un integratore) in base alle proprie necessità derivanti dal tipo di attività fisica svolta per poter ottenere il massimo rendimento possibile.
Qualunque procedura che possa aumentare le capacità di prestazione di uno sportivo è "doping"! L'assunzione degli integratori non è in grado di ottenere questo, altrimenti sarebbe proibito, ma consente all'organismo di dare il meglio delle proprie capacità !
Trarre vantaggio dalla SUPERCOMPENSAZIONE (o principio di adattamento)
Durante un qualsiasi sforzo fisico (ad es. salire 4 piani di scale), l'organismo compie un lavoro che lo affatica e lo stressa. La risposta allo stimolo sarà , una volta esauritosi, di adattamento, aumentando le riserve funzionali. Anche in una seduta di allenamento avviene lo stesso processo, dopo lo sforzo l’organismo reagisce compensando in modo sovrabbondante la perdita iniziale e portandosi ad un livello superiore di quello iniziale, permettendo così l’aumento delle masse muscolari o l’aumento di glicogeno o di altre fonti energetiche. In definitiva, dopo ogni allenamento l’organismo diviene più forte e più resistente di prima. I progressi di una buona serie di allenamenti sono dovuti a questo principio. Ovviamente sarà fondamentale svolgere la successiva seduta di allenamento successivo quando si è raggiunto il picco della supercompensazione derivante dall’allenamento precedente, in modo da partire sempre dal massimo della condizione.
Naturalmente questo processo va avanti fino a che ci si allena; se si smette l'organismo tende a ritornare indietro, cioè a perdere i progressi ottenuti. |
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Integratori e doping |
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Il nostro organismo, durante lo sforzo fisico, consuma energie e sostanze. Una carenza di queste molecole durante lo sforzo, influisce negativamente sul risultato finale. Per un corretto recupero poi, è fondamentale ripristinare queste sostanze in fretta. A differenza di un soggetto normale, per uno sportivo è molto difficile reintegrare le molteplici sostanze che ha consumato in gara o in allenamento, con i pasti, sebbene calibrati. Si ricorre così agli integratori alimentari, che creano una scorta di pronto utilizzo se assunti prima della gara, oppure reintegrano ciò che si è consumato dopo la gara. L’impiego di integratori varia anche in base alle necessità organiche in funzione dell’attività fisica svolta Quindi gli integratori consentono all’organismo di dare il meglio delle capacità in quello specifico momento. Nulla di più.
Invece si è diffusa negli ambienti dilettantistici la credenza infondata che gli integratori contengano sostanze dopanti. Niente di più sbagliato. Il doping è l’impiego di qualunque procedura che possa aumentare la capacità di prestazione dello sportivo rispetto a ciò che in quel momento l’organismo può esprimere. Tant’è vero che gli integratori TuSport sono certificati dall’antidoping. E’ dunque corretto sia dal punto di vista sportivo che fisiologico, l’utilizzo di integratori alimentari. L’importante è seguire i consigli del Medico Sportivo o dell’allenatore e reperire questi prodotti in canali sicuri e controllati, come le farmacie o le parafarmacie oppure altre strutture tecniche, evitando prodotti provenienti da paesi che non garantiscono adeguati standard qualitativi ed igienico sanitari. |
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Allenarsi grazie alla supercompensazione |
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| Durante un qualsiasi sforzo fisico (ad es. salire 4 piani di scale), l'organismo compie un lavoro che lo affatica e lo stressa. La risposta allo stimolo sarà , una volta esauritosi, di adattamento, aumentando le riserve funzionali. Anche in una seduta di allenamento avviene lo stesso processo, dopo lo sforzo l’organismo reagisce compensando in modo sovrabbondante la perdita iniziale e portandosi ad un livello superiore di quello iniziale, permettendo così l’aumento delle masse muscolari o l’aumento di glicogeno o di altre fonti energetiche. In definitiva, dopo ogni allenamento l’organismo diviene più forte e più resistente di prima. I progressi di una buona serie di allenamenti sono dovuti a questo principio. Ovviamente sarà fondamentale svolgere la successiva seduta diallenamento quando si è raggiunto il picco della supercompensazione derivante dall’allenamento precedente, in modo da partire sempre dal massimo della condizione. Naturalmente questo processo va avanti fino a che ci si allena; se si smette l'organismo tende a ritornare indietro, cioè a perdere i progressi ottenuti. Ma come facciamo a sapere quando abbiamo raggiunto il picco, se non abbiamo uno staff di medici e preparatori a disposizione? Ci sono delle tabelle che possono aiutarci. Per uno sforzo aerobico, (ad es. maratona o sci di fondo) si raggiunge il picco già dopo 6-8 ore, mentre per uno sforzo anaerobico-alattacido, (ad es. corsa 100m o salto in alto) il picco si raggiunge dopo 24 ore. Per uno sforzo invece anaerobico-lattacido, (ad es. corsa 400m o 800 m) allora saranno necessari intervalli di almeno 36 ore. |
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Per chi si allena in modo intenso e progressivo |
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E’ anche possibile raggiungere la supercompensazione durante i primi 2-3 giorni di allenamento, ma dopo tale limite, continuando ad allenarsi in modo intenso, continuando a sovraccaricare in modo progressivo, si accumulerà uno stato di affaticamento che ci porterà ad iniziare ogni allenamento con l’organismo già stressato e stanco in partenza, peggiorando una situazione già difficile.
L’organismo, se queste condizioni si protrarranno per un periodo lungo, risponderà sempre meno agli stimoli allenanti, senza più progressi, fino alla temutissima fase "di stallo’ dalla quale è molto difficile uscire.
Una soluzione a questo rischio è quella di alternare, combinandole insieme, sessioni di allenamento più intense e più leggere in modo che le riserve energetiche vengano recuperate ed il corpo abbia tempo e modo di riprendersi dall’affaticamento. |
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L’allenamento nel ciclismo |
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| Nel ciclismo il programma di allenamento è fondamentale e deve comportare anche lo studio del percorso, in modo da consentire di dosare gli sforzi. Nella prima fase bisogna accumulare almeno 1000 km su terreno vario, meglio se collinare. In questa fase si sviluppa la resistenza generale e si trova il passo adatto, ad esempio in buon rapporto per macinare chilometri è il 52 x 19 o il 52 x 21. Nella seconda fase (circa 500-600 km) bisogna affrontare le salite, preferendo percorsi con pendenza media (7-8%), sui 12-15 km. Il miglioramento sulle salite porterà inevitabilmente a riduzione di velocità ed agilità nella pedalata in piano. Nella terza fase bisogna portarsi in macchina ai piedi dei grandi colli, farsi 15-20 km di riscaldamento e poi attaccare la salita. Fondamentale è non mettere mai il piede a terra; proprio questo è il principale problema in quanto bisogna imparare a distribuire lo sforzo in maniera da non scoppiare. Il segreto è partire molto, molto piano (ovviamente in termini relativi) e tenere il fiato per la seconda metà . Usciti da questa fase si può puntare a qualche circuito amatoriale con molti colli ( con dislivello totale in salita intorno ai 3000m). Si tratta di un programma ambizioso che va preparato con cura. Consiglio dal 14 al 26 per la ruota libera e tre moltipliche davanti (52, 42 e 32). |
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Ciclismo ed Alimentazione |
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| Nel ciclismo bisogna continuamente mangiucchiare qualcosa: chi si ferma è in ipoglicemia e ha ridotto al minimo il suo glicogeno muscolare. Non trascurare di portarsi sempre da bere. Si consiglia soluzione glucosata al 5-8%. In una giornata calda la disidratazione può essere notevole, circa 1L all’ora; va compensata bevendo con regolarità . |
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Ciclismo e prevenzione cardiovascolare |
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Il ciclismo è un buon allenamento per il sistema cardiovascolare perchè si tratta dell’esercizio che meglio si adatta alle condizioni organiche individuali.
Se cuore e muscoli sono protagonisti indiscussi, non si può ignorare che nel ciclismo la regina è la bicicletta. Sceglietene una bella, leggera, fatta su misura, scegliete anche il colore. La scelta attualmente per un amatore è duplice: telaio in acciaio o in alluminio. Il primo è leggermente più pesante ma non tradirà mai. Il secondo è sicuramente più leggero ma più delicato e a rischio di rottura. Non dimenticate l’abbigliamento: scarpette, guanti e, importantissimo, pantaloncino con soprasella imbottito. Sul soprasella spalmare abbondante crema a base di vaselina. |
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