ACIDO LATTICO: E una molecola prodotta dal glucosio durante il metabolismo aerobico. Quando consumiamo ossigeno l'acido lattico puo' essere completamente scisso in diossido di carbonio e acqua e la formazione di acido lattico è la causa principale dell'affaticamento muscolare
Adattamento: modificazione relativamente stabile di uno o più parametri fisiologici e della funzionalità dell’organismo in risposta al succedersi degli stimoli.
AGGIUSTAMENTO: modificazione transitoria di uno o più parametri fisiologici e della funzionalità dell’organismo in risposta ad uno stimolo.
ANTIOSSIDANTI: Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l'organismo dalla loro azione negativa. Le proprietà anticancerogene di molti alimenti sono legate proprio al loro prezioso contenuto in antiossidanti. Nel corso dei numerosi processi metabolici una piccola quantità di ossigeno dà origine a molecole chimicamente molto reattive. Tali molecole, chiamate radicali liberi, sono in grado di danneggiare le strutture cellulari come la membrana plasmatica ed il DNA. L’azione negativa dei radicali liberi si ripercuote sulla salute dell'intero organismo, accelerando i processi di invecchiamento cellulare, deprimendo il sistema immunitario e favorendo l'insorgenza di numerose malattie e forme tumorali. Il nostro organismo riesce a tenere sotto controllo l'attività dei radicali liberi attraverso speciali sostanze antiossidanti endogene (sintetizzate autonomamente) ed esogene (presenti negli alimenti).
AttivitĂ motoria: qualsiasi attivitĂ comportante un significativo incremento del dispendio energetico a riposo.
ATP: Adenosintrifosfato, molecola con legami fosforici ad alta energia; rappresenta il “carburante” cellulare per eccellenza; la scissione di un radicale fosforico (ATPADP +P +En) assicura alla cellula un quantitativo di energia (7,3kcal/mole) che può esser speso per qualsiasi attività (contrazione muscolare, trasporto contro gradiente ecc..).
ATP:
Adenosintrifosfato, molecola con legami fosforici ad alta energia; rappresenta il
“carburante” cellulare per eccellenza; la scissione di un radicale fosforico (ATP→ADP +P +En)
assicura alla cellula un quantitativo di energia (7,3kcal/mole) che può esser speso per qualsiasi
attivitĂ (contrazione muscolare, trasporto contro gradiente ecc..).
BMI:
Body Mass Index (Indice di Massa Corporea) è dato dal peso in Kg/(altezza in m)2.
Carico Esterno:
carico misurabile (visibile) rappresentato da ciò che fa il soggetto, indipendentemente dagli effetti provocati.
Carico interno:
parametro che indica la qualitĂ -quantitĂ delle risposte fisiologiche indotte
dall’esercizio; è in relazione alle capacità individuali, può essere banalmente schematizzato
come la reale fatica alla quale il soggetto si sottopone.
Catabolismo
Si riferisce alla "distruzione" delle proteine che formano i nostri muscoli (durante
lo sforzo).
Creatinfosfato:
detto anche Fosfocreatina (sigla CP); la scissione di un radicale fosforico dalla
creatina è una fonte di ricarica dell’ATP; la reazione alla base del sistema alattacido è la seguente: CP + ADP→ATP+C 2.
DensitĂ (del carico):
è determinata dal rapporto temporale fra fasi di lavoro e fasi di recupero
ad esempio, 5x1000m di corsa con 4’ di lavoro e 4’ di recupero rappresentano un carico con
una densità del 50% superiore rispetto a 5x1000m di corsa con 4’ di lavoro e 6’ di recupero.
Deriva cardiocircolatoria:
fenomeno, osservato da alcuni studiosi, per il quale si assiste, in un
esercizio fisico costante in steady state, ad un incremento della frequenza cardiaca col
trascorrere del tempo; la causa è stata identificata nella disidratazione e nella conseguente
diminuzione della volemia.
Eccentrica (contrazione muscolare):
in questo tipo di contrazione la tensione muscolare si
genera contemporaneamente all’allontanamento dei capi articolari; la lunghezza del muscolo,
quindi, in questo caso aumenta durante la contrazione; ad esempio immaginiamo un soggetto
che stia svolgendo delle distensioni su panca; nella fase in cui il bilanciere si muove dall’alto
verso il basso, avvicinandosi al torace si ha una contrazione eccentrica dei muscoli pettorali e
tricipiti.
Esercizio fisico:
“atto motorio voluto e precisato” (Baumann, XIX° secolo).
Forza:
“capacità di vincere od opporsi ad una resistenza con impegno tensivo della
muscolatura”. (Zatciorsky).
Forza esplosiva:
secondo Verkoshandskij “capacità di esprimere grandi impulsi di forza in
tempi brevi”; la forza esplosiva è fondamentale in tutti gli sport dove è presente l’opposizione
dell’avversario oppure si richiedono gesti di notevole potenza.
Frequenza (del carico):
è determinata dal numero delle sedute di allenamento quotidiane o
settimanali.
Glicogeno:
polimero ad alto peso molecolare del glucosio tipico del regno animale (nei
vegetali è presente l’amido); le maggiori scorte di glicogeno nel nostro organismo sono presenti
nei muscoli e nel fegato.
Intensità (del carico): rappresenta la “grandezza” del singolo stimolo; è quasi sempre espressa
in relazione al carico interno è un indice dello “sforzo” che l’organismo produce per
contrastare il carico. Ad esempio nel sollevamento pesi un’intensità dell’80% indica l’utilizzo di
un carico del 20% inferiore al massimo sollevabile (1RM).
LARN
Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti.
Lattato ematico:
il lattato originatosi nel sistema anaerobico lattacido diffonde
velocemente nel sangue, perciò il quantitativo del lattato riscontrato nel sangue viene usato
come indice del carico fisico appena compiuto.
Massimo consumo di ossigeno (VO2max):
massima quantità di ossigeno che può essere
inspirato, trasportato (attraverso il sangue) ai tessuti ed utilizzato per produrre energia, dal
sistema aerobico; rappresenta la massima quantità di energia per unità di tempo che può essere fornita dal sistema aerobico; viene espresso, come valore
assoluto, in litri al minuto o, come valore relativo al peso corporeo, in millilitri al minuto per ogni
chilogrammo
Match analysis:
analisi della gara; nello sport, per indirizzare in modo adeguato l’allenamento,
è necessario conoscere dettagliatamente il modello prestativo della disciplina, perciò
soprattutto negli sport di squadra (e nel calcio in particolare) si è ricorso a sofisticati metodi
d’indagine che consentono di rilevare numerosi parametri relativi al carico esterno e (talvolta) al
carico interno.
M.E.T.:
acronimo di Metabolic Equivalent (equivalente metabolico); unitĂ di misura del
dispendio energetico ideata nel 1986 dall’ACSM; 1MET rappresenta il consumo energetico medio a riposo di un soggetto che è stimato essere circa 3,5mlO2/minxkg, ovvero circa
1kcal/kg all’ora.
Potenza:
grandezza fisica esprimibile come rapporto lavoro (cioè energia)/ tempo, oppure
come prodotto forza x velocitĂ .
Resistenza alla velocitĂ :
capacitĂ motoria per la quale si riescono a mantenere velocitĂ
massime od altamente sub massimali, nel tempo, nonostante il sopraggiungere della fatica;
esistono due tipi di resistenza alla velocità , quella “classica” dell’atletica leggera che consiste
nel mantenimento della velocitĂ in corsa per tratti mediamente prolungati (esempio 200 e 400
metri), e quella dei giochi di squadra, piĂą propriamente nominata resistenza di scatto, che
consiste nel mantenere la velocitĂ elevata per il maggior numero possibile di sprint brevi con
recuperi incompleti.
Schemi motori di base:
elementi fondamentali della motricitĂ , che si acquisiscono con
gradualità nell’infanzia; si distinguono in S.M. dinamici: camminare, correre, saltare, lanciare,
afferrare, strisciare, rotolare, calciare e S.M. posturali: flettere, estendere, abdurre, addurre,
ruotare.
Sistema aerobico:
è il sistema di produzione di energia di maggior capacità , ma di minor
potenza;; gli zuccheri (glicolisi), gli acidi grassi (beta-ossidazione) e gli aminoacidi
(deaminazione), dopo varie reazioni chimiche vengono traformati in Acetil CoA e possono
entrare nel ciclo di Krebs. Attraverso numerosi passaggi i substrati vengono completamente
ossidati per produrre molecole di ATP a partire dall’ADP; in particolare dall’ossidazione
completa di 1 molecola di glucosio si ottengono 38 molecole di ATP. Rispetto ai sistemi
anaerobici il sistema ossidativo si caratterizza per la “lentezza” nella risposta; quando viene
richiesto un brusco incremento dell’impegno fisico, anche se il lavoro è ancora submassimale
(e quindi effettuabile teoricamente senza il ricorso ai piĂą potenti sistemi anaerobici) il sistema
aerobico necessita di 2-3’ per adattarsi al nuovo “livello” di energia da erogare (Wilmore 2005);
se si passa da una fase di riposo ad una di esercizio piuttosto impegnativo possono essere
necessari anche 4-5’.
Sistema anaerobico alattacido:
è il sistema di produzione di energia di maggior potenza,
ma di minor capacità ; essenzialmente si basa sulla rapida scissione dell’ATP preformato e
nella sua ricarica a partire dal Creatinfosfato. Per lavori con potenze massimali è stato
calcolato che questo sistema non possa fornire energia oltre i 6-10 secondi.
Sistema anaerobico lattacido:
sistema di produzione di energia con capacitĂ e potenza
intermedie; come substrato viene utilizzato il glucosio, però a differenza del sistema aerobico
non è completamente degradato a CO2 ed H2O; il processo (glicolisi anaerobia) parte da una
molecola di glucosio per ottenere 2 molecole di acido piruvico ed energia (come ATP, vedi);
l’acido piruvico formatosi, viene rapidamente convertito in acido lattico; C6H12O6 (glucosio)→
2C3H6O3 (acido lattico) + En.
Soglia anaerobica:
momento nel quale durante un esercizio fisico progressivo di intensitĂ
crescente, espressa come potenza, si passa, in modo brusco, da una condizione di
equilibrio fra lattato prodotto e smaltito ad una di disequilibrio, con conseguente accumulo di
lattato ematico; l’esercizio svolto, a potenze anche di poco inferiori a quella corrispondente alla
soglia, può essere protratto nel tempo per decine di minuti, quello svolto a potenze anche di
poco superiori alla soglia, è destinato ad interrompersi in tempi molto più brevi
Sovrallenamento:
(sinonimo overtraining) condizione ai limiti della patologia causata
dall’incapacità di recuperare in tempi brevi dai carichi di allenamento, comportante un brusco e
duraturo decadimento della prestazione; le cause possono essere molteplici ed in genere sono
associate fra loro: eccesso di carico di allenamento (per volume ed intensitĂ , ma sembra
soprattutto volume), numero di gare troppo elevato e competizioni troppo ravvicinate fra loro,
nutrizione inadeguata, scarso riposo notturno, stress psichico, mancanza di variazione negli
stimoli allenanti ecc.
Tolleranza lattacida:
capacità di un atleta di sopportare l’accumulo di lattato e la relativa
acidificazione; secondo molti autori l’allenamento determina l’incremento dei sistemi tampone
per l’acidità , inoltre il reiterarsi di condizioni con pH basso determina un vantaggio “psicologico”
che rende il soggetto meno sofferente alla stessa modificazione biochimica dell’ambiente.
VelocitĂ :
fisicamente definibile come rapporto fra la distanza compiuta ed il tempo impiegato
(V = S/T), nell’allenamento sportivo può essere indicata come capacità di compiere azioni
motorie nel minor tempo possibile (Frey).
Volume (del carico):
insieme del numero e della durata degli stimoli di una seduta di
allenamento rappresenta il quantitativo totale degli stimoli.
VO2max:
vedi massimo consumo di ossigeno.