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TuRun | Podismo


 
Podismo, Maratona e Running

La corsa è considerata un atto motorio innato di facile esecuzione e viene raggruppata fra gli schemi motori di base. é probabilmente il più antico e diffuso mezzo allenante. Quando migliorare la propria prestazione, correndo una determinata distanza, diventa un obiettivo primario (velocisti, fondisti, mezzofondisti) ci si accorge, però analogamente ad altri sport, di come l'abilità tecnica e le scelte tattiche, diventino importanti; il risultato, cioè non dipende dalle sole capacità condizionali. Dal punto di vista biomeccanico la corsa di un velocista è assai diversa da quella di un mezzofondista e ancor di piè lo è rispetto ad un fondista; anche la superficie sulla quale si svolge la gara determina piccoli mutamenti nell'esecuzione del gesto; ancora diversa e la corsa che caratterizza gli spostamenti degli atleti degli sport di squadra (calciatori, cestisti, rugbisti, pallavolisti ecc..).

La corsa di un fondista è quella che richiede il minor costo energetico, viceversa uno sprinter che esaurisce in circa 10 secondi la sua gara può "disperdere", ad ogni contatto al suolo, un po' di energia se questo comporta esprimere i picchi più elevati di potenza; un mezzofondista, a seconda delle distanze da compiere, si avvicinerà più al modello del velocista od a quello del fondista. Il dispendio energetico di una corsa sub massimale può esser grossolanamente quantificato in 1kcaloria per chilogrammo di peso corporeo ogni chilometro percorso; per atleti di un certo livello, in possesso di una discreta economia di corsa, è forse più corretta la stima di 0,9 kcal/kg. é stato calcolato che uno sprinter, nei 10 secondi di gara, consumi una quantità di energia anche 100 volte superiore allo stato di riposo e che un maratoneta, durante le 2 ore abbondanti di corsa, consumi una quantitˆ di energia fino a 20 volte superiore allo stato di riposo.



Substrati

L'energia necessaria per svolgere il "lavoro" corsa proviene dall'utilizzo di substrati differenti da parte di diversi sistemi metabolici: il sistema anaerobico alattacido o dei fosfati, il sistema anaerobico lattacido o glicolitico ed il sistema aerobico od ossidativo; ipotizzando che un soggetto corra al massimo delle sue potenzialità, si può schematicamente considerare preponderante il contributo dei sistemi anaerobici per gare della durata inferiore ai 2 minuti (anaerobico alattacido prevalente al di sotto dei 15-20 secondi, glicolitico prevalente dai 20 secondi ai 2 minuti).
Il sistema aerobico diventa sempre più importante all'aumentare della distanza di gara e del tempo di percorrenza anche se l'apporto degli altri sistemi è sempre presente e può risultare determinante in caso di cambio di ritmo, di salite, di accelerazione in vista del traguardo ecc...
Per quanto riguarda i substrati, pur considerando che alla fine il carburante muscolare è sempre l'ATP, il sistema alattacido utilizza creatinfosfato, il sistema lattacido glucosio, il sistema aerobico utilizza zuccheri acidi grassi ed in casi estremi anche aminoacidi.

 
 
Attività di resistenza

Una vecchia, ma sempre valida classificazione delle attività di resistenza (che ben si adatta alla corsa) suddivideva in base al tempo, all’intervento dei sistemi energetici ed ai substrati usati in:

RESISTENZA DI BREVE DURATA 45’-2’
Sistema aerobico prevalente, in parte sistema aerobico

RESISTENZA DI MEDIA DURATA 2’-8’
Predomina il sistema aerobico, ma è presente anche l’anaerobico

RESISTENZA DI LUNGA DURATA TIPO I 8’-35’
Sistema aerobico, substrato glicogeno

RESISTENZA DI LUNGA DURATA TIPO II 35’-90’
Sistema aerobico, substrato glicogeno e lipidi

RESISTENZA DI LUNGA DURATA TIPO III 90’-360’
Sistema aerobico, substrato lipidi

RESISTENZA DI LUNGA DURATA TIPO IV 45’-2’
Sistema aerobico, substrato lipidi; motivazione e caratteristiche psicologiche fondamentali per la prestazione

Nel podismo su strada, nel mezzofondo prolungato e nel fondo pur non trascurando lo sviluppo degli altri sistemi l’allenamento delle qualità aerobiche è fondamentale. Per valutare l’efficacia del sistema aerobico i parametri che maggiormente vengono presi in considerazione sono il massimo consumo di ossigeno (VO2max) e la soglia anaerobica; per gare che durano meno di 20-25’ sembra che il VO2max sia maggiormente correlato alla prestazione, mentre nelle gare più lunghe appare determinante la soglia anaerobica.

Buone scorte di glicogeno muscolare ed epatico permettono di mantenere velocità medie di corsa più elevate perché la potenza espressa dal sistema aerobico è maggiore quando si ossidano gli zuccheri piuttosto che acidi grassi; è altresì vero che abituare l’organismo, ad intensità sub massimale, a “privilegiare†come combustibile i lipidi significa preservare più a lungo le scorte di glicogeno per impiegarle nelle fasi di gara decisive. È indubbio comunque che gare lunghe come la maratona (per non parlare delle ultramaratone) non possano essere disputate ai massimi livelli senza l’ausilio di alcun “rifornimentoâ€.

Se la temperatura è piuttosto elevata già dopo un ora potrebbero manifestarsi cali prestativi dovuti a disidratazione, perciò e fondamentale garantire un adeguato apporto agli atleti di liquidi e sali minerali. È stato osservato come per chilogrammo di sudore perso si manifesti, a parità di velocità, un incremento di circa 8 battiti al minuto nella frequenza cardiaca (fenomeno noto come deriva cardiocircolatoria).

 
 
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